MINERVINO - PALMARIGGI - OTRANTO

Per gli appassionati di cicloturismo questo è un bel percorso che permette di abbracciare tutto il territorio attorno Minervino, passando dalle bellezze dell’entroterra ai bellissimi panorami della litoranea che si affaccia sul mar Adriatico. Un bike tour lungo 50 km circa, per buone gambe, su strada asfaltata, quindi per chi è allenato anche a pedalare su strade promiscue, che prevede anche delle salite.

Si parte dal centro di Minervino e si pedala verso il centro di Giuggianello, passando dal vecchio frantoio comunale, reso visitabile, e dal palazzo Lubelli dove vi è il Museo della Civiltà Contadina. In uscita dal paese si passa proprio davanti al menhir Polisano e subito dopo si sale sulla collinetta dove è stata edificata la cripta dedicata a San Giovanni. Qui si gode di un bel panorama da cui è possibile scorgere tutti i campanili delle chiese dei paesi limitrofi. Si procede verso il piccolo centro di Palmariggi, con al centro della piazza il suo bel castello Aragonese. La piccola edicola votiva incontrata per strada ci annuncia l’arrivo verso un luogo suggestivo: il Santuario di MonteVergine, immerso in una pineta che conferisce al luogo grande spiritualità. È consigliato scendere dalla bici per visitare la cripta posta al disotto della chiesa , e ammirare il menhir posto dirimpetto l’entrata principale. Il Santuario è anche tappa del lungo cammino della via Francigena.
Si riparte lasciando questo luogo mistico verso il porto di Otranto. L’itinerario arriva nel cuore della cittadina, ma è consigliato scendere dalla bici per camminare nelle piccole stradine del centro storico, visitare la Cattedrale romanica, con la cripta e il mosaico pavimentale, capolavoro dell’arte medievale, e il castello Aragonese che proteggeva la citta dagli attacchi dei pirati. Sempre in sella alla bicicletta, costeggiando le mura del castello, si scende verso il piccolo porticciolo, sempre molto vivace e animato da pescatori e da turisti, per una veduta della città vecchia dal mare. Ripartendo dal porto di Otranto per raggiungere la litoranea è possibile affacciarsi su quello che un tempo era una cava di bauxite, ma che ora è un piccolo laghetto naturale dalle acque verde brillante, incastonato nella terra rossa. 
Si arriva così sulla litoranea che da Otranto scende a Leuca forse nel tratto più bello. Si pedala sulle alte scogliere, intravedendo prima la deliziosa Baia delle Orte sulla sinistra, una delle più belle di tutto il Salento, poi il faro della Palascìa, che segna l’incrocio delle correnti Adriatiche con quelle del mar Jonio. Sulla destra
è possibile intravedere i resti della vecchia Abbazia di Casole, un tempo scrigno di arte e letteratura (i monaci traducevano a mano i sacri testi) ora purtroppo distrutto dopo tante incursioni.
Proseguendo si ha una delle vedute più belle di tutto il Salento. Sembra di essere in una parte di Irlanda, dove la terra rossa, la vegetazione e le rocce calcaree si tuffano nel mare. In alto sulla sinistra svetta la torre sant’Emiliano, una delle tante torrette di avvistamento rimaste sul territorio di un lungo e complesso sistema difensivo che permetteva di avvistare e proteggere l’entroterra dagli attacchi dal mare. Dopo una bella discesa, si arriva in un gruppetto di case, originariamente abitate solo da pescatori, dove è bello fare una pausa, per ammirare le acque trasparenti di porto Badisco e fare magari un bel bagno. I bei panorami non sono finiti, perché fino a Santa Cesarea Terme è tutto un su e giù tenendo sempre il mare sulla sinistra.
Una volta arrivati a Santa Cesarea, dopo aver ammirato le belle e colorate architetture moresche di Villa Sticchi, si inizia a pedalare in salita arrivando nel punto più alto della costa, in direzione Cerfignano. Prima di rientrare a Minervino, si attraversano le frazioni di Cocumola, con i due menhir, Croce e Pizzilonghi, e poi Specchia Gallone.